Sembra inverosimile ed ha il sapore di una commedia comica, pensata per mettere in ridicolo chi, il congiuntivo non lo sa usare, eppure questo argomento è stato il frutto di una proposta (purtroppo non so dirvi da chi sia partita), di cui si è molto discusso.
E' vero che gli idiomi subiscono, nel corso del tempo, delle variazioni, adattandosi a nuove mode, nuovi modi di vivere e di parlare.
Sicuramente possiamo integrare il nostro patrimonio lessicale (e così è stato) con nuovi termini, spesso importati da altre lingue, possiamo parlare in modo poco forbito, ma addirittura modificare la struttura grammaticale e sintattica della nostra lingua, mi sembra quasi un atto vandalico.
Il modo congiuntivo, tanto incriminato, è sempre stato il modo usato per esprimere il dubbio, la supposizione, l'incertezza, il timore, ma anche la speranza, il desiderio, la volontà e mille altre situazioni di pensiero relativo a qualcosa.
Sfumature preziose, per chi della lingua ne fa uno strumento di comunicazione scritta, per esprimere sentimenti e sensazioni, capaci di creare prose e liriche, che possono diventare motivo di vanto per la nostra letteratura.
Immaginate:
"ammiravo il cielo stellato e desideravo che tu fossi accanto a me"
dovremmo dire:
"ammiravo il cielo stellato e desideravo che tu eri accanto a me."
Oppure:
"dubito che tu possa arrivare in tempo"
diventerebbe:
"dubito che tu puoi arrivare in tempo.
E ancora:
"spero che tu sappia rispondere"
sarebbe:
"spero che tu sai rispondere"
E potremmo continuare...
Purtroppo capita spesso di sentire delle persone che si esprimono in questo modo, persino politici, personaggi noti
e non.
Ma piuttosto di promuovere questa "asineria", penso che sarebbe meglio perfezionarci e puntare su una maggiore rigidità scolastica che pretenda dagli studenti un uso più corretto e rigoroso della grammatica e della sintassi.
Non dimentichiamo che la nostra lingua, forse anche grazie alla sua ricchezza grammaticale, ha sublimato il nome di poeti e scrittori che, proprio di questa lingua si sono serviti, per farci apprezzare nel resto del mondo.
Impoverirla ed appiattirla sarebbe come ridurla ad un' accozzaglia di vocaboli, messi insieme per caso.









