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Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Cosa ne pensi dell'attuale sistema amministrativo dell'istruzione italiana? Preferiresti fosse calibrata in un modo diverso? Parlane qui!
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Re: Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Messaggiodi azzurrocielo » ven feb 05, 2010 8:59 am

Filippo Franciosi ha scritto:Che cosa vuol dire il 30%? Vi immaginate una classe di 26 alunni, con otto stranieri, di non dico otto, ma di cinque o sei nazionalità diverse, che non sanno niente o quasi di italiano? Che cosa mai si potrà insegnare, e quindi imparare, là dentro? Se invece gli otto conoscono l'Italiano in modo decente, allora... è diverso. In ogni caso un ragazzo appena venuto da fuori, che di Italiano non sa niente o quasi, prima di essere immesso in una classe, quale che sia, deve studiare per un certo periodo solo Italiano, fin che lo padroneggi al punto di poter seguire utilmente le lezioni.



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Re: Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Messaggiodi Grande Puffo » lun feb 08, 2010 9:48 am

Dal diario di una maestra.

La mia seconda elementare è diventata ingestibile. Durante l’anno sono arrivati sei nuovi bambini che non parlano l’italiano e capiscono a fatica quello che io dico loro. I 24 bambini che sono con me dalla prima classe se la cavano meglio, qualcuno è anche molto volenteroso, ma molti sono figli di poveri immigrati analfabeti che non li possono aiutare nei compiti a casa. I genitori piemontesi si lamentano e dicono che ci vorrebbero classi speciali per gli immigrati.

Lo scriveva la maestra Livia, amica di mia madre, che insegnava in una seconda elementare di Beinasco (TO) nell’anno scolastico 1966/1967.
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Re: Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Messaggiodi Bellaeimpossibile » mar feb 23, 2010 3:02 pm

Grande Puffo ha scritto:
azzurrocielo ha scritto:Io credo che il 30% sia giĂ  una quota sostanziosa.

Secondo me è sbagliato il concetto di "straniero". Non puoi considerare "straniero" uno che sia nato a Torino e parli l'italiano come prima lingua. Non sarebbe meglio un limite molto più basso, ma relativo a quelli che hanno delle difficoltà con la lingua?

Mi sembra l'ennesima idea valida, ma mal realizzata. E non si capisce come funzioni.

Esempio pratico. Mio suocero abita in un quartiere costruito negli anni '60 per gli immigrati pugliesi. Ora i pugliesi sono stati sostituiti in buona parte da immigrati, per la maggior parte rumeni e marocchini, ma è un quartiere di "seconda immigrazioni", dove si arriva da altri quartieri quando si decide di restare a Torino ed acquistare un appartamento. Le classi della scuola elementare hanno un 60/70% di figli di immigrati, ma sono quasi tutti nati a Torino. Infatti ai giardini pubblici senti quasi solo parlare in italiano. La situazione è molto più critica nelle scuole dei quartieri eleganti, dove ci sono i bambini delle COLF rumene appena arrivate, che non sono in tanti, ma non sanno parlare in italiano.


Il Ministro Gelmini, ha mandato ad ogni scuola un appunto comprendente “indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza straniera”.

Negli ultimi tempi si è parlato molto riguardo la partecipazione di studenti stranieri sovente in crescita all’interno delle scuole italiane, una partecipazione che tuttavia ha oltrepassato quella degli stessi alunni italiani.

Con la notifica fatta pervenire alle scuole dal Ministro , si è cercato e si cerca di somministrare delucidazioni riguardo il trattamento, l’accettezione e l’assegnazione degli studenti stranieri alle classi.

In modo specifico la notifica asserisce che:

Il Ministro conferirà specifici espedienti finanziari per i provvedimenti di supporto agli Istituti per l’introduzione di alunni stranieri, e successivi sovvenzoni saranno anticipate per le scuole in cui nei territori si rileva un elevata partecipazione di cittadini stranieri.
La notifica inoltre avvalora che i minori stranieri sono soggetti all’obbligo d’istruzione e che l’iter di registrazione nelle scuole italiane deve seguire i stessi metodi e requisiti avvalorati per i minori italiani.
Per eludere affluenze di registrazione di studenti stranieri si dovranno creare patti di rete fra gli istituti scolastici e gli Enti locali. Le scuole regionali, d’accordo con gli Enti territoriali, potranno indipendentemente indicare il numero di alunni stranieri per classe e il numero di alunni che potranno entrare a far parte delle scuole del proprio territorio. Le iscrizioni di minori non italiani non dovranno oltrepassare il 30% degli iscritti , nello specifico:

- La quantitĂ  degli alunni stranieri partecipi in taluna aula, non potrĂ  oltrepassare per legge il 30% sul totale numerico degli iscritti, quale risultato di una stabile distribuzione degli alunni con cittadinanza non italiana tra istituti dello stesso territorio;

- La soglia del 30% sarà valida dall’anno scolastico 2010-2011 e verrà inserita in maniera molto progressiva, si inizierà infatti dalle scuole primarie sino a giungere alle scuole secondarie di I e II grado;

- La soglia del 30% potrà essere alzata, per quegli studenti stranieri che dimostrano padronanza e conoscenza della lingua italiana, perchè nati in Italia;

- La soglia del 30% potrà essere al contrario diminuita, per quegli alunni stranieri che comprovano al momento dell’iscrizione un dominio della lingua italiana attualmente insufficiente ad una completa presenza alle attività didattiche.

Altro principio basilare per l’inserimento degli studenti stranieri, è l’incremento della lingua italiana, fondamentale per proseguire di pari passo con gli studi degli amici di scuola italiani. La normativa di rassetto, presume che nella scuola media un tot di ore didattiche della seconda lingua straniera possano essere utilizzate, per intensificate la conoscenza dell’italiano per gli alunni stranieri.

Il conferimento degli studenti non italiani nelle aule è liberamente determinato dalle scuole che dovranno, ad ogni modo, proseguire ad un controllo delle preparazioni e dei stadi di competenza dell’alunno , per conferirlo in modo definitivo alla sua classe. Le scuole ad ogni modo possono pianificare che l’iscrizione in una classe di un alunno straniero, sia pervenuta o seguita da un primo stadio di conoscenza della lingua, volta ad un introduzione valida dell’alunno all’interno della classe.Per affinare la conoscenza della lingua poi, possono anche essere programmati corsi di potenziamento, anche con i stessi docenti della scuola.

La Gelmini ha asserito a seguito di dibattiti che: -” La scuola deve essere il luogo dell’integrazione. I nostri istituti sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo. Alla stesso modo la scuola italiana deve mantenere con orgoglio le proprie tradizioni storiche e insegnare la cultura del nostro Paese. L’inserimento, ad esempio, dell’ educazione alla cittadinanza va proprio in questa direzione: insegnare il rispetto per le altre culture e affermare contemporaneamente l’importanza delle regole civili, della storia, delle leggi e della lingua italiana. Una indispensabile condizione questa per realizzare una vera integrazione.

La presenza di stranieri nella scuola italiana, spesso concentrati in alcune classi, non è certo un problema di razzismo ma un problema soprattutto didattico.

Lo sanno le molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocitĂ  di crescita formativa, con alcuni studenti che rimangono indietro ed altri che riescono ad andare avanti meglio.

Stabilire un tetto del 30% di alunni stranieri per classe è un modo secondo me utile per favorire l’integrazione, perché grazie a questo limite si evita la formazione di “classi ghetto” con soli alunni stranieri.

I bambini stranieri devono essere inseriti nelle classi con i bambini italiani per evitare, come accade in molte cittĂ , che si formino scuole e classi composte solo da stranieri. Gli alunni non italiani hanno bisogno di stare con quelli italiani per potersi integrare al meglio.

Credo che su questo punto sia destra che sinistra siano d’accordo, come dimostrano le esperienze di tante amministrazioni locali.

Oltre al tetto, inoltre, è fondamentale prevedere classi di inserimento di durata limitata per poter insegnare la nostra lingua a chi è appena arrivato in Italia ad un livello sufficiente per non sentirsi in difficoltà con i coetanei. Questi momenti di inserimento si svolgeranno sia la mattina che il pomeriggio, mentre nella scuola media una parte di ore della seconda lingua potrà essere usata per lo studio dell’italiano.

Comunque non basta inserire un ragazzo straniero in una classe di studenti italiani per ottenere una effettiva integrazione. E’ necessario aiutare gli studenti stranieri ad imparare bene la nostra lingua, perché questa è l’elemento fondamentale che consente ai ragazzi stranieri di non sentirsi in difficoltà e in imbarazzo con i compagni e di realizzare un primo importante passo verso la completa integrazione”.
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Re: Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Messaggiodi Bellaeimpossibile » mar feb 23, 2010 3:04 pm

Grande Puffo ha scritto:
azzurrocielo ha scritto:Io credo che il 30% sia giĂ  una quota sostanziosa.

Secondo me è sbagliato il concetto di "straniero". Non puoi considerare "straniero" uno che sia nato a Torino e parli l'italiano come prima lingua. Non sarebbe meglio un limite molto più basso, ma relativo a quelli che hanno delle difficoltà con la lingua?

Mi sembra l'ennesima idea valida, ma mal realizzata. E non si capisce come funzioni.

Esempio pratico. Mio suocero abita in un quartiere costruito negli anni '60 per gli immigrati pugliesi. Ora i pugliesi sono stati sostituiti in buona parte da immigrati, per la maggior parte rumeni e marocchini, ma è un quartiere di "seconda immigrazioni", dove si arriva da altri quartieri quando si decide di restare a Torino ed acquistare un appartamento. Le classi della scuola elementare hanno un 60/70% di figli di immigrati, ma sono quasi tutti nati a Torino. Infatti ai giardini pubblici senti quasi solo parlare in italiano. La situazione è molto più critica nelle scuole dei quartieri eleganti, dove ci sono i bambini delle COLF rumene appena arrivate, che non sono in tanti, ma non sanno parlare in italiano.


Il Ministro Gelmini, ha mandato ad ogni scuola un appunto comprendente “indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza straniera”.

Negli ultimi tempi si è parlato molto riguardo la partecipazione di studenti stranieri sovente in crescita all’interno delle scuole italiane, una partecipazione che tuttavia ha oltrepassato quella degli stessi alunni italiani.

Con la notifica fatta pervenire alle scuole dal Ministro , si è cercato e si cerca di somministrare delucidazioni riguardo il trattamento, l’accettezione e l’assegnazione degli studenti stranieri alle classi.

In modo specifico la notifica asserisce che:

Il Ministro conferirà specifici espedienti finanziari per i provvedimenti di supporto agli Istituti per l’introduzione di alunni stranieri, e successivi sovvenzoni saranno anticipate per le scuole in cui nei territori si rileva un elevata partecipazione di cittadini stranieri.
La notifica inoltre avvalora che i minori stranieri sono soggetti all’obbligo d’istruzione e che l’iter di registrazione nelle scuole italiane deve seguire i stessi metodi e requisiti avvalorati per i minori italiani.
Per eludere affluenze di registrazione di studenti stranieri si dovranno creare patti di rete fra gli istituti scolastici e gli Enti locali. Le scuole regionali, d’accordo con gli Enti territoriali, potranno indipendentemente indicare il numero di alunni stranieri per classe e il numero di alunni che potranno entrare a far parte delle scuole del proprio territorio. Le iscrizioni di minori non italiani non dovranno oltrepassare il 30% degli iscritti , nello specifico:

- La quantitĂ  degli alunni stranieri partecipi in taluna aula, non potrĂ  oltrepassare per legge il 30% sul totale numerico degli iscritti, quale risultato di una stabile distribuzione degli alunni con cittadinanza non italiana tra istituti dello stesso territorio;

- La soglia del 30% sarà valida dall’anno scolastico 2010-2011 e verrà inserita in maniera molto progressiva, si inizierà infatti dalle scuole primarie sino a giungere alle scuole secondarie di I e II grado;

- La soglia del 30% potrà essere alzata, per quegli studenti stranieri che dimostrano padronanza e conoscenza della lingua italiana, perchè nati in Italia;

- La soglia del 30% potrà essere al contrario diminuita, per quegli alunni stranieri che comprovano al momento dell’iscrizione un dominio della lingua italiana attualmente insufficiente ad una completa presenza alle attività didattiche.

Altro principio basilare per l’inserimento degli studenti stranieri, è l’incremento della lingua italiana, fondamentale per proseguire di pari passo con gli studi degli amici di scuola italiani. La normativa di rassetto, presume che nella scuola media un tot di ore didattiche della seconda lingua straniera possano essere utilizzate, per intensificate la conoscenza dell’italiano per gli alunni stranieri.

Il conferimento degli studenti non italiani nelle aule è liberamente determinato dalle scuole che dovranno, ad ogni modo, proseguire ad un controllo delle preparazioni e dei stadi di competenza dell’alunno , per conferirlo in modo definitivo alla sua classe. Le scuole ad ogni modo possono pianificare che l’iscrizione in una classe di un alunno straniero, sia pervenuta o seguita da un primo stadio di conoscenza della lingua, volta ad un introduzione valida dell’alunno all’interno della classe.Per affinare la conoscenza della lingua poi, possono anche essere programmati corsi di potenziamento, anche con i stessi docenti della scuola.

La Gelmini ha asserito a seguito di dibattiti che: -” La scuola deve essere il luogo dell’integrazione. I nostri istituti sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo. Alla stesso modo la scuola italiana deve mantenere con orgoglio le proprie tradizioni storiche e insegnare la cultura del nostro Paese. L’inserimento, ad esempio, dell’ educazione alla cittadinanza va proprio in questa direzione: insegnare il rispetto per le altre culture e affermare contemporaneamente l’importanza delle regole civili, della storia, delle leggi e della lingua italiana. Una indispensabile condizione questa per realizzare una vera integrazione.

La presenza di stranieri nella scuola italiana, spesso concentrati in alcune classi, non è certo un problema di razzismo ma un problema soprattutto didattico.

Lo sanno le molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocitĂ  di crescita formativa, con alcuni studenti che rimangono indietro ed altri che riescono ad andare avanti meglio.

Stabilire un tetto del 30% di alunni stranieri per classe è un modo secondo me utile per favorire l’integrazione, perché grazie a questo limite si evita la formazione di “classi ghetto” con soli alunni stranieri.

I bambini stranieri devono essere inseriti nelle classi con i bambini italiani per evitare, come accade in molte cittĂ , che si formino scuole e classi composte solo da stranieri. Gli alunni non italiani hanno bisogno di stare con quelli italiani per potersi integrare al meglio.

Credo che su questo punto sia destra che sinistra siano d’accordo, come dimostrano le esperienze di tante amministrazioni locali.

Oltre al tetto, inoltre, è fondamentale prevedere classi di inserimento di durata limitata per poter insegnare la nostra lingua a chi è appena arrivato in Italia ad un livello sufficiente per non sentirsi in difficoltà con i coetanei. Questi momenti di inserimento si svolgeranno sia la mattina che il pomeriggio, mentre nella scuola media una parte di ore della seconda lingua potrà essere usata per lo studio dell’italiano.

Comunque non basta inserire un ragazzo straniero in una classe di studenti italiani per ottenere una effettiva integrazione. E’ necessario aiutare gli studenti stranieri ad imparare bene la nostra lingua, perché questa è l’elemento fondamentale che consente ai ragazzi stranieri di non sentirsi in difficoltà e in imbarazzo con i compagni e di realizzare un primo importante passo verso la completa integrazione”.
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Re: Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Messaggiodi Bellaeimpossibile » mar feb 23, 2010 3:13 pm

Filippo Franciosi ha scritto:Che cosa vuol dire il 30%? Vi immaginate una classe di 26 alunni, con otto stranieri, di non dico otto, ma di cinque o sei nazionalità diverse, che non sanno niente o quasi di italiano? Che cosa mai si potrà insegnare, e quindi imparare, là dentro? Se invece gli otto conoscono l'Italiano in modo decente, allora... è diverso. In ogni caso un ragazzo appena venuto da fuori, che di Italiano non sa niente o quasi, prima di essere immesso in una classe, quale che sia, deve studiare per un certo periodo solo Italiano, fin che lo padroneggi al punto di poter seguire utilmente le lezioni.



Naturalmente il ministro Gelmini , ha affrontato le situazione didattiche, presenti nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.
Legiferare in materia di istruzione, implica infatti, la conoscenza specifica di tutte le problematiche presenti .
Io penso, che siano state affrontate seriamente le situazioni relative alla gestione dell'istruzione.
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Re: Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Messaggiodi Grande Puffo » mar feb 23, 2010 3:29 pm

Bellaeimpossibile ha scritto:Io penso, che siano state affrontate seriamente le situazioni relative alla gestione dell'istruzione.

Il tetto del 30% a quelli che non conoscono l'italiano mi sembra valido, ma il resto mi sembra un disastro.

Cosa pensi delle scuole, come la nostra scuole media, dove i genitori devono pagare lo straordinario ai professori perchè non ci sono più le ore per l'assistenza a mensa? E cosa pensi delle scuole dove i bambini si ritrovano con 11 maestre per classe perchè si è dovuto raschiare il fondo del barile? E cosa pensi delle scuole dove non arrivano più i supplenti?
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Re: Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Messaggiodi Bellaeimpossibile » mar feb 23, 2010 3:49 pm

Grande Puffo ha scritto:
Bellaeimpossibile ha scritto:Io penso, che siano state affrontate seriamente le situazioni relative alla gestione dell'istruzione.

Il tetto del 30% a quelli che non conoscono l'italiano mi sembra valido, ma il resto mi sembra un disastro.

Cosa pensi delle scuole, come la nostra scuole media, dove i genitori devono pagare lo straordinario ai professori perchè non ci sono più le ore per l'assistenza a mensa? E cosa pensi delle scuole dove i bambini si ritrovano con 11 maestre per classe perchè si è dovuto raschiare il fondo del barile? E cosa pensi delle scuole dove non arrivano più i supplenti?


Parli di scuola pubblica?
Spero proprio di no.
Le ore eccedenti ,prestate dal personale docente oltre l'orario d'obbligo, sono retribbuite dall'istituzione scolastica.
Esistono voci specifiche nei capitoli del bilancio di previsione che trovano copertura finanziaria attingendo dai finanziamenti provenienti dal MIUR, dagli USR ... destinati al sostegno e recupero ed alla sostituzione dei colleghi assenti.
La gestione amministrativa-contabile relativa alle amministrazioni scolastiche , è cosa abbastanza delicata.
Mi chiedi cosa ne penso in proposito?
Credo che si tratti di mala gestione ed incuria.
Il Dirigente Scolastico, risponde del suo operato sia agli OO.CC. della scuola , ai revisori dei conti ed al Dirigente dell'USR.
Quanto da te descritto, mi suona strano.
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Re: Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Messaggiodi Grande Puffo » mar feb 23, 2010 4:30 pm

Bellaeimpossibile ha scritto:Parli di scuola pubblica?
Spero proprio di no.

Si.

Le medie hanno solo più 30 ore di docenza per 30 ore di lezione. Però 30 / 5 = 6. Se non vuoi costringere i ragazzi a stare in classe dalle 8:00 alle 14:00 senza il pranzo devi aggiungere delle ore di assistenza a mensa che dall’anno scolastico 2009/2010 non sono più previste in organico. Di conseguenza devono pagare i genitori. Lo stesso per le primarie a 27 ore.
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Re: Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Messaggiodi Bellaeimpossibile » mar feb 23, 2010 5:50 pm

Grande Puffo ha scritto:
Bellaeimpossibile ha scritto:Parli di scuola pubblica?
Spero proprio di no.

Si.

Le medie hanno solo più 30 ore di docenza per 30 ore di lezione. Però 30 / 5 = 6. Se non vuoi costringere i ragazzi a stare in classe dalle 8:00 alle 14:00 senza il pranzo devi aggiungere delle ore di assistenza a mensa che dall’anno scolastico 2009/2010 non sono più previste in organico. Di conseguenza devono pagare i genitori. Lo stesso per le primarie a 27 ore.


Scusami Grande Puffo.. io ritengo che si tratti di provvedimenti d'occasione che lasciano il tempo che trovano.
Che prevede il POF di quella scuola media?
Mi chiedo anche : i rappresentanti dei genitori eletti negli Organi Collegiali hanno sottoposto il tutto all'esame degli stessi ?
Le stesse RSU hanno potuto prendere atto ed affrontare il tutto in sede di contrattazione?
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Re: Scuola. Gelmini: "Da prossimo anno tetto del 30% a stranieri

Messaggiodi Grande Puffo » mar feb 23, 2010 7:08 pm

Bellaeimpossibile ha scritto:Scusami Grande Puffo.. io ritengo che si tratti di provvedimenti d'occasione che lasciano il tempo che trovano.
Che prevede il POF di quella scuola media?

Che per mantenere la mensa i genitori paghino un contributo annuale di 30 Euro per giornata settimanale, cioè circa di 1 Euro a pasto, che moltiplicato per i 25 ragazzi di un gruppo-mensa equivale a 25 Euro di contributo-genitori, più il pasto a carico del comune. Ovviamente non è obbligatorio. Chi non vuole esce alle 13:10 e rientra alle 14:10. Affari suoi.

Non c'è altra soluzione perchè l'assistenza a mensa non è più prevista nel calcolo degli organici della media a tempo normale.

Alla primaria a 27 ore è lo stesso. Con le 27 ore si fanno 2 mattinate 8:30-13:00 e 3 mattinate 8:30-12:30 con rientro 14:30-16:30. Le 6 ore di assistenza a mensa (12:30-14:30 per 3 giorni) sono a carico dei genitori.

Sei un'insegnante? Bella ed impossibile? Come fanno nella tua scuola?

Adesso ti spiego perchè una classe ha 11 maestre.

La scuola ha ricevuto 3 prime a 40 ore ed una a 27 ore anche se tutti avevano chiesto le 40 ore. Per garantire a tutti le 40 ore le 6 maestre delle 3 prime a tempo pieno “regalano” le 2 ore in più alla prima 27 ore che passa così a 39 ore: 22 con la maestra prevalente, 3 con quella di inglese, 2 con quelle di IRC/alternativa e 12 con le 6 maestre delle 3 prime a tempo pieno. La 40° ora è pagata con il fondo di istituto. Poi c'è l'insegnante di sostegno, così si arriva ad 11 maestre: la prevalente, quella di inglese, quella di IRC, quella di alternativa, le 6 tappabuchi e quella di sostegno.

Complimenti.
Grande Puffo
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