In u tempo non sospetto ebbi modo di scrivere (sul topic "Dedichiamo una Via A Bettino Craxi"):
"Dal fondo della tomba di Hammamet una voce ci riconduce ad "antichi" ricordi.
Il "moralizzatore" della vita pubblica, vestiva la toga allora, aveva gli occhi pieni dell'ignobile felicità della creatura vile e crudele che può finalmente atterrare quello che ha temuto ed insultare quello che ha adulato. La gioia del nano che riesce a mettere il tacco sulla testa di Golia. la gioia dello sciacallo che comincia a dilaniare un toro malato, abbastanza morto da non difendersi più ed abbastanza vivo da soffrire ancora.
Lo sciacallo con la prima repubblica.
Chissà cosa accadrà quando finalmente lo vedremo alla sbarra, il mestatore di melma, il dispensatore di fango, il boia del golpe.
Quando giungerà il suo momento, come avviterà gli occhi dai quali permea solo malvagità ?
Quando lo sciacallo braccato dai suoi inseguitori sarà accerchiato dagli spettri rimasti nell'ombra per due decenni, sarà chiamato a rispondere davanti al Popolo, la brutalità della sua stessa legge lo dilanierà .
Sarà il trionfo (tardivo) della giustizia.
Eretti saremo noi davanti alla storia."
Oggi dalla chiavica in cui boccheggia, la pantegana drigna i denti davanti alla materializzazione degli ectoplasmi e la sua pupilla tradisce la paura.
Certi sepolcri in cui era impresso il "segreto" sigillo si sono schiusi e quegli spettri imprigionati, sebbene scarnificati dal tempo, al contatto col mondo, hanno riconquistato una robustezza mai perduta.
Altri tumuli saranno spiombati.
Qualcosa è sfuggito al suo controllo.
Accoglie il De Luca nel pozzo nero.
Invoca, da quella tetra profondità , il soccorso di Bersani.
Avverte tutto il terrore che il fiato sul collo delle ombre che lo hanno per anni accudito minacciosamente alitano.
Attendiamo fiduciosi il laccio della legge.
La stessa con cui ha strangolato le sue vittime.
http://www.ilgiornale.it/interni/di_pietro_adesso_chiede_aiuto_ha_paura/pietro-idv/08-02-2010/articolo-id=420056-page=0-comments=1
Due cose riempiono l’animo di ammirazione: il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me. (epitaffio sulla tomba di Immanuel Kant)